La Chiesetta di S. Francesco – Settecamini History

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Su via di Casal Bianco si erge una piccola chiesa tardo-barocca dedicata a S. Francesco (XVIII secolo): nell’area retrostante sono visibili i resti di un tratto della Via Tiburtina Antica ed un piazzale entrambi basolati; lungo il lato meridionale della strada antica si andò sviluppando un complesso di strutture, che attualmente occupano il settore Sud-occidentale dell’area scavata.

Il complesso è stato identificato come una stazione di posta: si riconoscono un portico aperto su un piazzale lastricato, ed un cortile a pianta rettangolare con pozzo centrale, nel quale si accede attraverso due ingressi collegati da un corridoio semicircolare.

La piccola chiesa, al bivio tra la via Tiburtina e la vecchia strada per Montecelio, ora via di Casal Bianco, è in stile tardo barocco con un interno piuttosto semplice a navata unica.

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I terreni erano di appartenenza al Capitolo di Santa Maria Maggiore, che sembra essere cessata alla metá dell´800; nell´ultimo quarto di secolo la Tenuta di Forno Casale, risulta con altri 284 ettari di terreno, di propietá del Duca Leopoldo Torlonia. Da quest´ultimo il comune di Roma acquistó i terreni, circa 20 ettari su cui sorse la borgata di Settecamini, la cui costruzione decretata dalla giunta 1915, ed iniziata nell´anno successivo, rientrava nel vasto programma della bonifica e del risanamento dell´agro Romano, intrapresa almeno a livello di indagini e progetti,  subito dopo il 1870.

Alla tenuta di Forno Casale e quindi al capitolo di S. Maria Maggiore,  apparteneva appunto la Cappella dedicata a S. francesco, che consacrava il bivio: a semplicissima pianta rettangolare essa si qualifica nel prospetto del miglior “Barocchetto” romano, con il vivace coronamento che spezza il timpano e s´inarca seguendo la curvatura dell´unico finestrone.

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Chiaramente riconoscibile in alcune piante del catasto Alessandrino 1660, la costruzione fu sottoposta nel 1728, per opera di un certo Antonio Guidotti ad un intervento edilizio che si limitó al rifacimento della facciata.
Della cappella, ignorata dalla bibliografia e dalla giudistica, si conosce l ´intitolazione a S. Francesco, dalla cartografia ottocentesca.
Il passaggio di propietá ai Torlonia é testimoniato dallo stemma, frammentario, che sormonta la porta,
ancora agli inizi del ´900 la cappella era frequentata per le funzioni religiose, dagli abitanti della zona, e nel maggio del ´17  vi fu posta l´immagine della Madonna dell´Ulivo, donata dalla famiglia Valcelli.
L´immagine della Madonna fu poi trasferita nella nuova Chiesa, che ne prese il titolo eretta al servizio della borgata e divenuta parrocchia nel 1926.
Da allora la cappella é rimasta abbandonata e priva di ogni manutenzione.

A Settecamini nei giorni nostri gira un insistente voce sulla sconsacrazione della Chiesetta di S. francesco, questa voce é priva di fondamenta, poiché le chiavi della Chiesa sono in possesso a Padre Adam l ´attuale  parroco della Moderna Chiesa S. Maria dell ´Ulivo sita in via rubelia,  inoltre la Cappella settecentesca dedicata a S. Francesco risulta negli archivi del Vaticano.

Per il Materiale Storico/Archeologico si ringrazia L´Associazione Quattro Sassi, la Sovrintendenza Capitolina e L´Istituto Archeologico Germanico.

Simone Tozzi

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